Cratete ed Ipparchia dalle "Vite e dottrine..." di Diogene Laerzio

«Dalla dottrina dei Cinici fu attratta anche la sorella di Metrocle, Ipparchia. Entrambi erano di Maronea. Amava sia i discorsi sia lo stile di vita di Cratete [discepolo di Diogene], senza mostrare interesse né per la richezza né per la nobilt̀à né per la bellezza di nessuno dei suoi pretendenti: Cratete era tutto per lei. Minacciò perfino ai suoi genitori che si sarebbe uccisa, se non fosse stata data in sposa a lui. Cratete, allora, fu pregato dai genitori di lei di dissuadere la ragazza da questo; egli fece di tutto, e alla fine, non riuscendo proprio a dissuaderla, alzatosi e toltosi i propri vestiti, di fronte a lei, disse: „Lo sposo è questo; questi i suoi averi. Prendi una decisione in base a questo. Costui, infatti, non potra essere tuo sposo, se tu non aquisirai anche il suo stesso modo di vivere”.
Diogene Laerzio

Cratete_Ipparchia

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